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Esiti occupazionali della formazione professionale.

  • 12
  • 02
  • 2015

 

Ogni anno a livello regionale viene elaborata una indagine sulla situazione occupazionale degli allievi qualificati al termine dei percorsi di IeFP. Relativamente ai qualificati nell’estate del 2013, in estrema sintesi, di trarre le seguenti conclusioni.

  • Complessivamente gli allievi che hanno avuto un’esperienza di lavoro o che hanno continuato gli studi superiori risultano pari al 79,7% (79,8% il dato del 2012)
  • Il 45,8% dei qualificati ha avuto esperienze di lavoro non sporadiche (ovvero superiori in termini di durata complessiva ad un mese), mentre il 12,7% ha avuto esperienze di lavoro sporadiche (inferiori complessivamente ad un mese).
  • Il 14,6% degli allievi ha deciso di proseguire gli studi presso Istituti di scuola secondaria senza provare alcun tipo di lavoro mentre il 6,6% ha avuto esperienze di tirocinio lavorativo.
  • Il risultato relativo alla coerenza tra il profilo di qualifica e la collocazione lavorativa è pari al 70,3%.
  • La maggioranza di coloro che hanno lavorato ha sottoscritto un contratto a tempo determinato (31,2%) o un contratto di apprendistato (25,6%). Il 10,1% ha avuto un’esperienza di tirocinio, mentre il lavoro intermittente ed il lavoro autonomo hanno riguardato entrambi il 4,6% dei qualificati. Il contratto a tempo indeterminato ha riguardato unicamente il 2% dei qualificati che hanno lavorato.
  • Rispetto alla discriminante di genere risulta che le allieve donne:
      • registrano dati inferiori rispetto ad un’occupazione non sporadica (44,1% contro il 47,0% dei maschi);
      • sono maggiormente interessate da occupazioni sporadiche (16,8% rispetto al dato maschile che si attesta al 9,5%) e dai tirocini (7,4% contro il 5,9 dei maschi);
      • hanno proseguito gli studi in maniera inferiore ai loro colleghi maschi (12,0% vs 16,8%).
  • Se si sommano i dati relativi al tasso di occupazione sporadica e non sporadica, non ci siano differenze sostanziali fra italiani e stranieri (58,7% vs 57,8%). L’analisi disaggregata tuttavia evidenzia che gli stranieri registrano una percentuale maggiore rispetto all’occupazione non sporadica (47,9% vs 45,2% degli italiani) ed inferiore rispetto a quella sporadica (9,9% vs 13,5%). La percentuale degli italiani che hanno usufruito di un tirocinio (7,3%) è nettamente superiore a quella degli stranieri (3,6%). Inoltre, la percentuale degli italiani che hanno proseguito gli studi è pari al 15,7 rispetto al 10,4 degli stranieri.
  • Il numero dei qualificati che prosegue gli studi è fortemente correlato all’età. I qualificati “più anziani”, quelli maggiorenni, registrano una scarsa propensione a proseguire gli studi, mentre gli allievi qualificati ancora minorenni si distinguono per un’elevata propensione a proseguire gli studi presso un Istituto scolastico superiore.
  •  Le classi percentualmente più occupate, in maniera sporadica o non sporadica, risultano quella di età pari o superiore ai 18 anni (al momento della qualifica).
  •  Coloro che hanno conseguito il voto di qualifica più basso registrano i tassi più bassi di occupazione non sporadica (36,8%) e più alti di occupazione sporadica (17,9%). Gli stessi allievi (che hanno ottenuto una valutazione pari a 6) nell’esame finale registrano tassi di proseguimento negli studi nettamente inferiori rispetto a quelli che hanno ottenuto valutazioni più elevate.
  •  La percentuale di coloro i quali non hanno né lavorato, né studiato nel periodo di riferimento scende dal 21,2% (dato relativo a coloro che hanno ottenuto come voto finale 6) al 2,6% (allievi con voto finale pari a 9 o 10).